I processi di sviluppo regionali devono avvenire in un quadro di sostenibilità ambientale, di tutela e valorizzazione delle risorse naturali, di riduzione delle emissioni inquinanti, di riduzione e rivalorizzazione dei rifiuti, di contrasto ai cambiamenti climatici. I recenti Accordi di Parigi sul clima e l’adozione Agenda 2030 dell’ONU con i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile rappresentano i punti di riferimento dell’azione regionale che devono essere coniugati con la necessità di offrire a cittadini e imprese servizi con elevati standard qualitativi e costi contenuti nei settori dell’energia, dell’acqua, della gestione dei rifiuti. Adottare il punto di vista dello sviluppo sostenibile nelle politiche regionali rappresenta un valore in sé ma soprattutto una occasione di crescita e di benessere sociale rappresentando un volano naturale nella creazione di opportunità di lavoro.

In tale contesto la gestione sostenibile della risorsa idrica rappresenta certamente una realtà ed una opportunità da riprendere e valorizzare nel contesto delle politiche ambientali e sistemiche della regione Basilicata, ivi inclusi i settori economici produttivi dell’indotto. Più volte è stato detto che l’acqua è il vero “oro bianco” della nostra Regione, con circa un miliardo di metri cubi di acqua disponibile ogni anno, per soddisfare i nostri fabbisogni e alimentare anche le regioni limitrofe come Puglia e Calabria. Questo ci pone in una posizione di rilievo nel contesto delle regioni meridionali ed è strategico, oltreché dovuto alla nostra gente, riassumere un ruolo primario nel tavolo della programmazione e gestione della risorsa acqua riprendendo il dialogo con lo Stato e con le Regioni confinanti e rinegoziando accordi interregionali che ci hanno visto penalizzati anche da pagamenti non corrisposti.

Il nostro primo impegno sarà quello di garantire, attraverso specifici accordi interregionali, il puntuale pagamento dell’acqua fornita alle altre regioni, senza più i ritardi che caratterizzano la situazione attuale.

Nel contempo, provvederemo a completare gli interventi necessari per chiudere il “ciclo dell’acqua”, intervenendo sulla riduzione delle perdite di rete, sulla finalizzazione degli schemi idrici ancora da completare, quali il Basento-Bradano e su una nuova governance del comparto primario (dighe ed adduttori) infrastrutturale.

Viva preoccupazione desta la vicenda legata alla messa in liquidazione dell’EIPLI e la costituzione di una nuova società che deve gestire le infrastrutture di accumulo e distribuzione dell’acqua ad uso agricolo, industriale e civile. Recentemente, infatti, il Governo ha accelerato sulla procedura di costituzione della nuova società di gestione che dovrebbe sostituire EIPLI, e questo senza invitare al tavolo di confronto le istituzioni regionali: si sta tentando uno scippo in piena regola, un colpo di mano del Governo che con l’acqua dei lucani, con le nostre risorse, avvantaggia le imprese di Puglia, Campania e Calabria. Ci impegniamo quindi a rivendicare il ruolo centrale della Basilicata, quale regione fornitrice dell’acqua alle altre, nella progettazione del nuovo soggetto gestore interregionale, pretendendo una partecipazione attiva al tavolo.

In tema di energia è necessario continuare a sostenere gli investimenti per l’efficienza energetica (riqualificazione energetica degli edifici, geotermia a bassa entalpia, produzione energetica per autoconsumo, solare termico). Proporremo inoltre il sostegno alla ricerca industriale delle imprese di costruzioni che volessero investire in nuovi materiali edili ad elevata efficienza energetica. Dare priorità all’efficienza energetica consente di valorizzare gli asset energetici locali, generare risorse economiche da utilizzare e redistribuire nei territori.

Agli interventi per l’efficientamento energetico vanno associati quelli per il sostegno alla produzione diffusa di energia da fonti rinnovabili (microimpianti, minidro, cogenerazione e trigenerazione) e quelli per le smart-grid che assicurano la distribuzione efficace e sicura.

In materia di gestione dei rifiuti urbani, in un quadro di progressiva diffusione della raccolta differenziata in tutti i Comuni, spesso di tipo domiciliare, che consente buoni risultati di recupero e rivalorizzazione degli scarti, è necessario assicurare ulteriori investimenti per potenziare e migliorare i sistemi di conferimento dei cittadini (sistemi porta a porta, punti di conferimento, isole ecologiche) e di raccolta e trasporto delle frazioni rivalorizzabili agli impianti di valorizzazione (automezzi, piattaforme ecologiche). Insieme alla raccolta è necessario continuare ad investire per il potenziamento e l’ammodernamento tecnologico del sistema impiantistico (impianti di compostaggio con recupero energetico, impianti di selezione, piattaforme per il recupero/ riciclaggio dei rifiuti).

Ancora, in tema di politiche energetiche regionali e di azioni di sistema, occorre accompagnare la Basilicata nella transizione energetica verso la decarbonizzazione non trascurando che la Basilicata è la prima e unica Regione che con Legge Regionale ha introdotto la de carbonizzazione come politica centrale da perseguire. Uno degli obiettivi è sostenere la ricerca come strumento di politica industriale nel settore delle tecnologie energetiche e dei processi legati alla bio economia. La sfida è incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili, tenendo presente il fatto che la Basilicata è caratterizzata da un ampio asset di risorse naturali e che, quindi, ha tutte le potenzialità per rivolgersi in modo socialmente ed economicamente favorevole a fonti energetiche rinnovabili. Ciò si collega ad un’altra importante sfida da affrontare: l’incremento dei benefici derivanti dall’estrazione energetica riducendo al minimo gli impatti negativi. A questo aspetto, si aggiungono tutte le azioni innovative atte a migliorare ed efficientare il consumo energetico agendo sul lato del risparmio, dei materiali innovativi e delle tecnologie. Dal punto di vista della Chimica verde, l’obiettivo è concretizzare decisamente sulle bioraffinerie di III generazione per la produzione, ad esempio, di biogomme e bioplastiche che consentono una forte integrazione con il settore agricolo e della trasformazione, settore nel quale occorrerà rafforzare le coltivazioni industriali. In tale contesto un ruolo fondamentale può essere svolto dai cluster regionali di recente costituzione dove sono confluiti, in un rapporto sinergico, i grandi players pubblici di ricerca presenti in regione quali Enea, CNR, Università degli Studi della Basilicata e il sistema delle imprese che operano nel settore per fare sintesi sulle progettualità di sviluppo industriale e trasferimento tecnologico della specifica area di specializzazione. Ad essi sarà dato il compito di interagire con il governo regionale per definire la “strategy” dell’area di specializzazione in cui operano formulando proposte ed indirizzi per la definizione degli ambiti tematici e tecnologici.

Devono essere, pertanto, sviluppati e promossi strumenti di incentivazione e contrattazione territoriali finalizzati ad attrarre investimenti di imprese di settore sostenendo la ricerca industriale e l’innovazione nelle tecnologie nei comparti produttivi dell’Energia e della Bioeconomia; favorendo lo sviluppo precompetitivo di prodotti/tecnologie avanzate nel settore energetico (i.e.: uso efficiente dell’energia, sistemi di accumulo elettrico, tecnologie per la mobilità sostenibile, tecnologie di produzione energetica a impatto zero).

L’obiettivo deve essere quello di creare un indotto produttivo che veda coinvolti, in un’ottica di filiera, le imprese che operano nel settore delle bioraffinerie e le imprese agricole locali. Da tale processo potrà favorevolmente emergere una forte expertise su mobilità e carburanti alternativi che potrà essere valorizzata e veicolato anche in ambito extra regionale.

Non ultima, come piattaforma di traino e sviluppo di green economy, è il tema della tutela della ricchezza di biodiversità e naturalità esistente, e la sua valorizzazione turistica. In una regione in cui quasi un quinto del territorio è costituito da aree naturali protette è quanto mai essenziale proporre politiche ed interventi che vedano tali risorse come occasione di economia sostenibile e fucina per creare nuove professioni. Verrà quindi sviluppato un progetto di valorizzazione turistica delle aree protette e dei siti Natura 2000, con ‘un’azione diretta a rivendicare la creazione di nuovi parchi protetti sia marini ( Maratea) sia lacustri al fine di valorizzare la filiera del turismo verde lucano, creando un marchio unico per l’intera rete di aree protette regionali, favorendo un circuito di itinerari turistici competitivi e facilmente fruibili, promuovendo la conoscenza di aree di particolare valore naturalistico anche tramite un portale web dedicato, sviluppare pacchetti turistici in chiave ecosostenibile, coinvolgendo tour operator e l’Apt Basilicata per una più efficace promozione del marchio unico.

Infine, l’amministrazione regionale è oggi considerata di eccellenza nel campo del green public procurement, avendo adottato procedure che consentono l’acquisizione di beni e servizi con elevati standard energetici ed ambientali. I criteri di acquisti dei certificati verdi qualificano la domanda pubblica di beni e servizi e spingono le imprese lucane verso la eco-innovazione. È necessario andare avanti e trasferire le procedure di green procurement agli enti strumentali regionali ed alle amministrazioni comunali.