La Scuola della Basilicata, continuerà ad essere in cima ai nostri pensieri, attraverso interventi atti alla messa in sicurezza degli edifici scolastici. Perché la sicurezza dei nostri ragazzi dovrà essere obiettivo fondamentale della azione di governo regionale. Un secondo intervento dovrà riguardare il completamento del processo di digitalizzazione delle scuole (scuola digitale). La Basilicata infatti ha anticipato i tempi innescando un processo di innovazione” con il progetto Scuola 2.0, che ha già coinvolto 89 scuole e punta a raggiungerne 124 nell’arco di due anni, su un totale di 125 istituti lucani.

Tuttavia, parlare di scuola non può prescindere dall’analisi dell’andamento demografico del Paese, che prevede un calo progressivo della sua popolazione stimandola a 58,6 milioni nel 2045 e a 53,7 milioni nel 2065. Nello stesso periodo la Basilicata registrerebbe un calo di popolazione, al 2045, di 89 mila abitanti determinata da forti cali nelle classi d’età 0-29 e 30-74 anni e da un aumento di circa 34 mila nella classe d’età di 75 anni e oltre. Con queste tendenze anche la popolazione scolastica diminuirà secondo lo schema seguente: scuola dell’infanzia -12%; scuola primaria -17%; secondaria di primo grado -19%, secondaria di secondo grado -17%. La variazione del numero delle classi si traduce in variazione del numero di posti/cattedre e lo scenario prefigura, purtroppo, un taglio consistente, con -62 classi nella scuola dell’infanzia, -162 nella primaria, -119 classi nella secondaria di primo grado e -190 in quella di secondo grado. In totale si prevedono, in dieci anni, 533 classi in meno. Negli ultimi 12 anni si è registrata una riduzione di 15mila alunni e nell’ultimo triennio si è avuto anche un aumento dell’indice di copertura del rapporto alunni con disabilità/posti di sostegno.

Ecco perché sarà necessario dare una prospettiva programmatica adeguata alla portata dei problemi. In concreto occorrerà, innanzitutto, approntare un piano annuale di rientro per le assegnazioni provvisorie sul sostegno. A partire poi dall’attuazione del comma 3 dell’art. 116 della Costituzione e dall’art. 45 dello Statuto, nella dimensione temporale dei prossimi 2 anni, occorrerà modificare il parametro nazionale di 1 docente ogni 25 studenti, eccessivo per l’articolazione dei presidi abitativi che caratterizzano il nostro territorio; dare maggiore autonomia sulle piante organiche del personale docente e del personale ATA; innalzare l’offerta formativa, contrastando anche il ricorso alle pluriclassi presenti, ormai, in numerosi Comuni e, dunque, innalzare i livelli di occupazione.

Inoltre, occorrerà prevedere una ipotesi di utilizzo delle royalties (circa 40 milioni di euro all’anno dei 200 milioni) e maggiore gettito IRES petrolio per finanziare l’assunzione di 300 docenti per le scuole delle aree interne, affermando il principio di maggiore flessibilità nella programmazione di interventi in relazione all’art. 116 comma 3 Costituzionale.