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Zone Economiche Speciali: le abbiamo rivendicate, le abbiamo costituite è il momento di farle funzionare

La ZES Jonica interregionale ha preso forma e prevede per la parte lucana 1.061 ettari di aree industriali pronte ad ospitare nuove imprese offrendo loro agevolazioni fiscali, condizioni procedurali semplificate di accesso infrastrutturale e logistico. Le aree industriali di Melfi, di Ferrandina con Tito e Val Basento e di Galdo di Lauria sono le “zone di vantaggio” della Basilicata collegate con il porto di Taranto che rappresenta il polo logistico per la movimentazione di materie prime e prodotti. È necessario intercettare i grandi investitori e mostrare i vantaggi di operazioni industriali condotte nelle ZES della Basilicata (decontribuzione del lavoro, IVA azzerata nelle aree doganali intercluse, burocrazia zero, sicurezza, maestranze qualificate) e sottoscrivere contratti di sviluppo che assicurano co-finanziamento dello Stato insieme al rapido avvio degli investimenti. Le ZES pronte da mesi sono ferme da tempo sul tavolo del Ministro.

  1. Accessibilità e infrastrutture. Accelerare gli interventi e collegare al meglio la Basilicata. 

È fondamentale assicurare una agevole accessibilità ai territori delle Basilicata recuperando il ritardo infrastrutturale di strade e ferrovie che da sempre caratterizza i nostri territori.  Gli interventi di ammodernamento, messa in sicurezza e nuove realizzazione della rete viaria principale possono essere realizzati esclusivamente da ANAS che tuttavia ha ritardi operativi non più gestibili. Nel Patto per la Basilicata la Regione ha stanziato circa 150 milioni di euro destinati ad interventi per la viabilità principale ma Anas ha comunicato che predisporrà la progettazione nel 2020 e nel 2021 prevedendo di completare i lavori non prima del 2023. Ci impegneremo quindi ad avviare un confronto serrato con Anas per ottenere la cantierabilità immediata degli interventi e la certezza dei tempi di realizzazione. Intanto sulla Potenza – Melfi si viaggia a non più di 90 km/h ed in molti tratti anche questa velocità è stata ridotta; la maggior parte dei viadotti necessitano di ammodernamenti e consolidamenti e la strada non ha pendenze, raggi di curvatura e corsie di emergenze. ANAS si è presa i nostri soldi, 150 milioni di euro, e non costruisce le strade ma li investe in qualche regione del Nord.

Ci impegniamo quindi ad avviare una interlocuzione con ANAS e, se necessario, con il Governo nazionale, con l’obiettivo di completare il raddoppio della Potenza-Melfi sul versante stradale e con FS sul versante ferroviario per velocizzare la tratta Metaponto-Potenza-Foggia in un’ottica anche d’integrazione del sistema ferro gomma. La strategia è quella di portare a sistema l’esistente e nello stesso tempo connettere la regione velocemente la regione alle due grandi direttrici, quella adriatica e quella tirrena con la convinzione ed auspicio che il piano nazionale dei trasporti trovi il suo completamente portando l’alta velocità a lecce ad a Palermo, entro la fine della legislatura regionale.

La trasversale Matera – Ferrandina – Pisticci scalo- Craco- uscita Tursi S.S. Sinnica – Pollino – Maratea con il Collegamento Murgia Pollino: Pisticci – Tursi – Valsinni 1° stralcio, riveste carattere di priorità in quanto l’intervento consente di accorciare i tempi di percorrenza fra la Puglia e la Basilicata, di incrociare le aree industriali della Val Basento e della ZES Jonica interregionale, di incrementare le attività agroindustriali che verrebbero a generarsi lungo questa direttrice, di rigenerare e dare protagonismo all’attrattore naturalistico del Parco nazionale del Pollino e ai centri urbani intercettati. Altro tema è il potenziamento della SS 401 “Ofantina”, corridoio stradale tra le zone industriali di S. Nicola di Melfi, della Valle di Vitalba (tramite la S.P. 219) e le aree produttive della Valle dell’Ofanto verso Salerno, anche a servizio della ZES di Melfi verso il porto di Salerno. Ai fini dello sviluppo della zona del Metapontino è necessario avviare la progettazione e realizzazione di una complanare da realizzare tra la SS 106 e la costa, in grado di connettere i territori dei comuni tra Bernalda a Nova Siri e consentire una accessibilità ed una mobilità locale utile anche alla fruizione turistica. Sempre in tema di strade si manifesta con tutta la sua urgenza il potenziamento, la messa in sicurezza e la manutenzione della rete viaria secondaria. In assenza di trasferimenti dallo Stato alle Province, risulta indispensabile un programma specifico di investimenti destinato alla messa in sicurezza delle strade, che avrebbe l’ulteriore effetto di sostenere le imprese del comparto, spesso micro e piccole imprese locali, alle prese ancora con le difficoltà determinate dalla crisi degli ultimi anni. Nel 2017 e nel 2018 la Regione ha investito per interventi sulla viabilità secondaria 30 milioni di euro, ma questo non basta ed è necessario attivare specifiche linee di investimento con Cassa Depositi e Prestiti e con la Banca Europea degli Investimenti. Per mettere in atto un programma decennale occorre mobilitare le risorse disponibili e quelle attivabili sulla distanza, vigilando su una più puntuale e attenta gestione delle risorse delle royalties e sul necessario aumento dell’Ires derivante dalle attività estrattive: questioni che debbono essere al centro dei nuovi accordi con le due compagnie petrolifere.

In tema di ferrovie, l’attivazione nel mese di dicembre 2016 del treno Alta Velocità sulla tratta Potenza Salerno è stata una conquista che ha consentito un salto di qualità nell’accessibilità dei territori lucani. Siamo consapevoli che il collegamento è stato realizzato sulla linea esistente ed ha prodotto un incremento della velocità commerciale media di soli 15 km/h, di gran lunga inferiore a quella di un treno analogo sulle principali linee nazionali ma consente di raggiungere Roma in circa 3 ore e 30 minuti. È necessario lavorare con RFI per il potenziamento della trasversale ferroviaria Taranto –Metaponto-Ferrandina – Potenza – Salerno che assicuri, per le merci il collegamento con i porti pugliesi e campani attraversando la Zona Economica Speciale di Ferrandina, e per i passeggeri la riduzione dei tempi di percorrenza verso Napoli, Roma e Milano. Per adeguare la infrastrutturazione della zona nord occidentale della regione, vanno completate le attività istruttorie con la Regione Campania per la riattivazione delle linea  “Rocchetta S.Antonio – Avellino”, che è rilevante per i collegamenti con i laghi di Monticchio, le cascate di S. Fele, l’osservatorio astronomico di Castelgrande ed i paesi che si affacciano sull’Ofanto (Pescopagano, Rapone e Ruvo del Monte) e per il trasporto merci dall’area industriale di S.Nicola di Melfi e da quelle della Valle dell’Ofanto.

Un tema specifico è quello dei ritardi nella attuazione di interventi per opere pubbliche le cui risorse finanziarie sono già state stanziate. Un recente studio dell’Agenzia per la Coesione Territoriale evidenzia che più del 58% del tempo necessario ad attuare un investimento pubblico, per i Comuni non superiori ai 50.000 abitanti, viene usato per la fase di progettazione, e che per concludere detta fase ai Comuni serve un tempo dall’11 al 13,6% superiore alla media, a seconda della grandezza. E’ di tutta evidenza che il depauperamento di risorse tecniche e progettuali dei Comuni, legato alla lunga fase di blocco del turnover, ha creato tale collo di bottiglia. Per ovviare a ciò, metteremo a disposizione dei Comuni lucani, con priorità per i più piccoli, un nucleo regionale di esperti di supporto alla progettazione delle opere pubbliche prioritarie unitamente al fondo rotativo per la progettazione.